La frazione Priami di Rimasco – Comune di Alto Sermenza

Il paese di Priami si raggiunge, in circa 10 minuti, percorrendo un’antica mulattiera che inizia in località Cà dell’Abate a pochi metri dal piazzale della nostra seggiovia. Anche se il sentiero non è contrassegnato da un segnavia C.A.I. è facilmente percorribile e ben conservato. A metà strada, troviamo un oratorio cinquecentesco coperto con un tetto in “beole”, testimonianza della maestria degli artigiani valsesiani. L’attuale dedicazione della cappella è a Sant’Antonio da Padova, all’interno dell’edificio è presente una statua raffigurante il santo. L’assenza di una rappresentazione di Sant’Antonio negli affreschi interni, lascia però aperta l’ipotesi di una differente intitolazione originaria.

All’interno si trovano degli interessanti affreschi, datati al 1552, tra i quali si riconoscono: l’immagine di San Giacomo Maggiore, all’interno della nicchia centrale in muratura; la Vergine del Latte (destra) con in braccio il Bambino; San Sebastiano (sinistra); sul fianco sinistro della cappella: la Vergine in trono con il Bambino in mezzo a un San Fabiano (destra) e San Bernardo (sinistra); sul fianco destro della cappella: figure molto sbiadite di San Defendente, la Madonna con il Bambino, le figure dei quattro Evangelisti. Alcuni studiosi affermano di poter ascrivere questi ultimi alla produzione di Graziano Scolari.

Dopo aver superato la cappella, si continua a salire e, dopo pochi tornanti, si raggiunge un’area pianeggiante da cui si gode di una privilegiata vista panoramica su tutto il paese di Rimasco. Proseguendo, si incontra un piccolo oratorio dedicato a Santa Rita, da qui si scorge il suggestivo borgo di Priami. Continuando a salire, proprio a fianco della mulattiera si può ammirare una “torba” in stile Walser attorniata dai campi (solo alcuni sono tuttora coltivati) che, nel periodo estivo, vengono utilizzati dai pastori per la monticazione del bestiame.

Giunti al piazzale della frazione, si può vedere la chiesetta dedicata ai santi Fabiano e Sebastiano, oltre a delle belle case sorrette da colonne; una di queste è stata recentemente ristrutturata utilizzando le antiche tecniche di costruzione dell’architettura Walser. Passeggiando tra le antiche vie di Priami, si può ammirare, su una parete esterna di “Casa Aprile”, un dipinto della “Madonna con Bambino”. Di particolare interesse è il soggetto di Gesù che, come in altri affreschi del territorio valsesiano, viene ritratto con due braccialetti ed una collana di corallo. Il colore del corallo li rende dei simboli del sacrificio a cui Gesù è destinato, ma è anche vero che fin da epoche remote il corallo aveva valore apotropaico, per cui se ne facevano comunemente amuleti e monili per i bambini, per proteggerli da influenze maligne.

Dal piccolo piazzale, posto nella zona più alta della frazione, si possono scorgere il piccolo borgo di “Sotto il Muntù”, alcune rampe dell’antica mulattiera in sasso che porta all’Alpe Dorca ed una parte della strada carrozzabile che collega Priami con la strada provinciale.

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