La Dorca

SENTIERO PEDONALE RIMASCO – LA DORCA (tappa intermedia) - CIMA CASTELLO

Primo tratto: RIMASCO – LA DORCA (tappa intermedia)

Tempo di percorrenza: 1 ora

Dislivello: 300 metri 

Difficoltà: media

Partendo dal parcheggio in Loc. Cà dell’Abate, alla partenza della nostra seggiovia, percorriamo circa un chilometro sulla strada provinciale per Carcoforo e giungiamo in località Resiga, (segherìa) 953 m.

Appena oltrepassato il ponte sul torrente Egua nei pressi di una casa rurale, incontriamo sulla destra l’indicazione per il villaggio della Dorca.

Da questo punto parte una bellissima mulattiera in pietra, vera e propria opera d’arte che risale la parete rocciosa con pendenza costante, tratti sopraelevati, sfruttando cenge ed anfratti, finché si giunge sul vasto pianoro che ospita il villaggio della Dorca, 1253 m, di origine molto antica.

Il villaggio della Dorca è di origine molto antica, forse antecedente il XIII secolo, alcuni studiosi ipotizzano addirittura che i primi abitanti fossero Celti.

Testimonianza dell’antichità del luogo, come ricordato anche da una targa che riporta la data del 1276, è una tipica abitazione costruita con pilastri di pietra su cui poggiano le travi di legno, di chiara matrice architettonica walser, denominata “La Torba della Dorca”.

Attualmente l’antico centro abitato di Dorca è ormai disabitato, ed è più che altro utilizzato come luogo di villeggiatura nei mesi estivi.

Oltre alla chiesa, sulla quale compare un’iscrizione risalente al 1650, e ad alcuni affreschi con motivi religiosi sulle pareti esterne di alcune abitazioni, sono degni di nota una raffigurazione del fiore della vita e la fontana, risalente al XX secolo.

Segnaliamo che è in fase di costruzione, a cura e spese del Consorzio della Dorca, un impianto di cremagliera che renderà molto più agevole la salita all’antico villaggio, con l’obiettivo di sviluppare turisticamente e in modo sostenibile la zona.

Primo tratto: LA DORCA – CIMA CASTELLO

Tempo di percorrenza: 2 ore 15 minuti

Dislivello: 700 metri circa

Difficoltà: media

Proseguendo al margine dei pascoli si toccano le alpi Sui Prati, 1344 m, Cima dell’Oro, Selletto di Sotto e Selletto di Sopra, 1646 m.

Per debole traccia di sentiero si raggiungono ancora altre alpi: Castello, 1739 m e Casarolo, 1783 m, e si passa poco sopra le baite dell’Alpe Vallé immettendosi in un boschetto di ontanelle.

Si toccano poi i ruderi di un alpeggio abbandonato e deviando a sinistra e sempre in mezzo alle ontanelle si raggiunge la Colma Drosei, 1937 m.

Dal valico, girando a destra appena sotto cresta, su traccia di sentiero si può raggiungere in breve la Cima Castello, 1985 m, strapiombante su Rimasco.

Dalla Colma Drosei si può scendere sul versante opposto lungo l’itinerario 391 in Val Cavaione (Rossa o Boccioleto).

LA STORIA DELLA DORCA

Questo villaggio sorge ad anfiteatro al centro dell’alpe, ed è stato uno dei primi luoghi della valle ad essere abitato in modo stanziale. La mulattiera in pietra fu progettata al’inizio del Novecento da geom. PietroAntonietti di Fervento per facilitare l’accesso all’abitato.

La località è di origine molto antica, forse antecedente il XIII secolo, alcuni studiosi ipotizzano addirittura che i primi abitanti fossero Celti.

Secondo questa ipotesi pare che in origine Dorca fosse una dipendenza della non lontana Alpe Seccio, una località che si trova al di là dello spartiacque in Val Cavaione, tesi avvalorata sia dai ritrovamenti di incisioni rupestri con croci e coppelle, sia da una tradizione orale che tramanda il ricordo di come i defunti venissero trasportati per essere sepolti nel cimitero situato in quel luogo.

È invece storicamente documentato che il luogo dove sorge la Dorca facesse parte un tempo dell’alpe Castello, di proprietà della Mensa vescovile di Novara fin dai primi anni del XIV secolo, e la cui gestione era affidata alla famiglia Scarognini di Varallo. L’alpeggio divenne poi un centro abitato permanente, forse fondato da alcuni coloni walser provenienti da Rimella o da Alagna.

Il più antico documento scritto in cui vengono citati i nomi di alcuni abitanti di Dorca risale al 1414, anno in cui Milano Scarognini cede in affitto ai fratelli Pietro e Zanetto Antonietti l’Alpe Dorca in Val d’Egua.

Testimonianza dell’antichità del luogo, come ricordato anche da una targa che riporta la data del 1276, è una tipica abitazione costruita con pilastri di pietra su cui poggiano le travi di legno, di chiara matrice architettonica walser.

Su una colonna di una casa appare il disegno del  Sole delle Alpi, antico simbolo solare spesso utilizzato dai popoli alpini.

L’acqua che scorre nella fontana, risalente al XX secolo, ha caratteristiche simili a quella di Fiuggi, secondo i risultati delle analisi effettuate dall’Istituto di Chimica della Regia Università di Pavia nel 1939.

Cartina sentiero Dorca
Mappa del sentiero

Note:

Il tratto finale che porta alla Cima Castello è adatto ad escursionisti esperti.

Percorribile regolarmente

Tipologia: escursionistico

Categoria: prati, pascoli, tratti boschivi

Difficoltà: E – escursionisti

Periodo consigliato: Primavera – Estate – Autunno

Si collega con il sentiero: 391 – Colma Drosei

Fonte: caivarallo.it

“Si ringraziano Giorgio Capponi, Giorgio Dedominici e Simone Moretti per la gentile concessione delle foto"

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