Arte e cultura

Museo | Gipsoteca “Pietro Della Vedova"

Nella località Rima del comune di Alto Sermenza è possibile visitare il Museo – Gipsoteca “Pietro Della Vedova”, fortemente voluto e progettato dallo stesso artista, all’interno del quale sono conservati oltre 220 gessi provenienti dallo studio torinese dello scultore di origine rimese che fu allievo di Vincenzo Vela presso l’Accademia Albertina di Torino. Il museo è collocato tra i boschi dietro all’abitato di Rima ed è raggiungibile a piedi con un breve sentiero.

Il museo è visitabile su prenotazione ai numeri 0163 95 025 – 0163 95 125

La Torba della Dorca

La Torba della Dorca, frazione del Comune di Alto sermenza, è una costruzione Walser risalente al secolo XV restaurata nell’ottica di un utilizzo futuro a carattere in parte museale, tra il 2011 ed il 2012, dal comune di Rimasco con fondi propri e co-finanziata dalla Comunità Montana Valsesia. L’edificio è tra i più antichi della frazione Dorca di Rimasco, situata a 1272 metri, ed è raggiungibile con la mulattiera in circa 40 minuti.

Il blocco superiore dell’edificio è realizzato a block-bau, a testimoniarne la fondazione Walser. La base in pietra custodiva la stalla e nei lati a monte trovavano probabilmente posto le trune.

Il piano terra è separato da quello superiore da un’intercapedine in cui, un sistema di tre file di pilastri svasati, sostengono la sovrastante parte in legno. Il primo piano era adibito a magazzino, battitura dei cereali e a deposito del fieno. La Torba si può ammirare solo dall’esterno.

La Pinacoteca di Varallo

Fondata nel 1886, la Pinacoteca di Varallo custodisce opere che coprono un arco cronologico che va dal XV al XIX secolo. In particolare un ampio spazio è dedicato alle importanti testimonianze della vocazione artistica che muovendo dal Sacro Monte ha caratterizzato nei secoli la Valsesia.

L’attuale allestimento comprende un nutrito nucleo di sculture provenienti dal Sacro Monte stesso e dalle chiese della valle, dipinti di Gaudenzio Ferrari e dei suoi allievi tra cui Bernardino Lanino. Un’intera sezione è dedicata alle opere di Tanzio da Varallo e alla pittura del ‘600.

Un’ala del percorso ospita capolavori del ‘700 in gran parte provenienti da Palazzo d’Adda. Notevole importanza riveste infine la pregevole collezione di maioliche dedicata a Francesco Franchi.

Di recente acquisizione la raccolta Remogna che annovera dipinti di Camillo Procaccini e Giambettino Cignaroli.

Per info e prenotazioni: 0163 51 424

Oratorio di San Giovanni Battista a Ferrate (Rimasco)

Nella frazione Ferrate del comune di Alto Sermenza, proprio all’entrata del piccolo paesino, troviamo l’oratorio dedicato a San Giovanni Battista, che risulta essere una delle strutture religiose più importanti del territorio della Val Sermenza. L’edificio sacro si affaccia sulla strada principale, ad un livello leggermente più basso rispetto a quello stradale.

Oggi, l’oratorio si presenta come una struttura completamente chiusa, ma in origine doveva trattarsi di una cappella aperta. Le dimensioni dell’abside fanno risalire l’edificio al XV secolo.

Prima dell’arco che immette nell’abside si osservano le immagini di San Biagio e San Cristoforo, mentre su una parete laterale si trovano San Sebastiano, San Rocco e un santo Vescovo risalenti alla fine del XIII secolo; nell’emiciclo absidale, invece, vennero dipinte le Storie della vita del Santo (1568): la Decollazione (a destra), il Battesimo di Gesù (al centro, sotto la figura del Dio Padre), Salomè con la testa del Santo in mezzo ad altri commensali (a sinistra). L’oratorio può essere ammirato solo dall’esterno.

Museo | Laboratorio del Marmo Artificiale di Rima

All’interno di una casa di origini Walser, situata nel comune di Alto Sermenza in località Rima, sorge il Museo del Marmo Artificiale di Rima, dove è possibile partecipare a corsi di formazione per apprendere e conoscere questo particolare materiale che trova le sue origini nel XVIII secolo e che si afferma in Europa nel XIX secolo grazie al suo impiego su larga scala.

Le corti europee ed extraeuropee commissionavano decorazioni in Marmo Artificiale agli artigiani rimesi che emigravano per lunghi periodi.

Si tratta, infatti, di un materiale che, all’epoca, era decisamente meno costoso rispetto al marmo naturale anche se richiedeva molto tempo per essere realizzato: per ottenere un metro quadro di Marmo Artificiale, occorrono fino a dodici ore di lavorazione.

L’obiettivo dell’associazione del Marmo Artificiale di Rima è quello di formare nuovi artisti capaci di rilanciare in futuro tutte le attività ad essa connesse, quali il restauro e nuove applicazioni nella decorazione d’interni e di architetture.

Per informazioni sulle visite guidate potete telefonare ai seguenti numeri:
340 54 88 376 – 340 39 22 189

Per prenotare i corsi di formazione: 346 32 47 528

I sentieri dell’arte

Sul territorio della Valsermenza si possono percorrere alcuni sentieri che nascondono dei tesori storico-artistici di grande valore come antiche cappelle, edicole ed oratori affrescati. Accessibili a tutti e adatti a tutte le preparazioni sportive, affascinano e accomunano gli amanti del trekking e dell’arte.

Sono stati tracciati dal CAI sezione di Varallo e sono:

  • Boccioleto – Alpe Seccio
  • Piaggiogna di Boccioleto – Madonna del Sasso
  • Rossa – Alpe sull’oro
  • Cerva di Rossa – Alpe Lavaggi

Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Varallo Sesia

La chiesa è situata ai piedi della salita che da piazza G. Ferrari conduce al Sacro Monte e ha ai suo fianco il convento ospitante la Casa Generalizia dell’Ordine delle Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote.

L’edificio presenta le caratteristiche architettoniche delle chiese conventuali francescane, con una vasta parete divisoria che aveva la funzione di separare lo spazio riservato ai frati da quello aperto ai fedeli.

La chiesa, sorta quasi contemporaneamente al vasto complesso architettonico del Sacro Monte per iniziativa del frate Bernardino Caimi, venne edificata a partire dal 1486.

Nel 1493 era ormai completata poiché è citata nell’atto con il quale la Vicinanza di Varallo faceva dono al Calmi del convento con la chiesa e di quanto era già stato edificato al Sacro Monte.

L’interno della chiesa è raccolto e suggestivo e lo sguardo del visitatore è subito attratto dalla grande parete, che rappresenta uno dei più rilevanti capolavori valsesiani. Essa misura m 10.40 in larghezza e 8 in altezza ed è divisa in venti scomparti che circondano la scena centrale della Crocifissione.

Il popolo di Varallo all’inizio del Cinquecento affidò a Gaudenzio Ferrari l’incarico di dipingervi la Vita di Gesù.

Nella parte superiore della parete, in posizione centrale, è riprodotta l’immagine del Profeta Isaia, mentre in quella inferiore, tra i due pilastri di mezzo, spiccano i due tondi con San Bernardino da Siena e San Francesco d’Assisi, chiusi in basso dall’Ecce Homo e da Santa Veronica. Sotto la parete gaudenziana si aprono tre arcate.

Quella centrale immette nel presbiterio, dove si può ammirare l’altare impiallacciato, accurato lavoro d’intaglio ed ebanisteria, costruito nel 1772 da de Vìncenzi, detto il Francese su disegno di Antonio Orgiazzi.

Orario di apertura: feriali ore 6:30-12:00 15:00-18:30.

Orario delle S. Messe: feriali ore 7:30, sabato ore 17:30, domenica ore 9:00

Museo Naturalistico di Carcoforo

In un’antica casa Walser nel comune di Carcoforo potete scoprire i segreti della natura, grazie alla sala polivalente che ospita conferenze e attività didattiche, alle postazioni multimediali e alla sala espositiva con pannelli descrittivi.

Il museo è stato progettato ed eseguito dal Parco Naturale Alta Valsesia con i fondi della Regione Piemonte e del Ministero dell’Ambiente. L’edificio, che anticamente era composto da una stalla ed un fienile, è stato completamente ristrutturato conservandone le caratteristiche originarie.

Il museo è visitabile su prenotazione al numero telefono: 0163 54 680

Il Sacro Monte di Varallo

Il Sacro Monte sorse per iniziativa del Beato Bernardino Caimi, che, di ritorno dalla Terra Santa (alla fine del 1400), volle ricreare in piccolo i luoghi della Palestina.

Al progetto si interessò anche S. Carlo Borromeo, che diede nuovo impulso all’opera e la denominò la “Nuova Gerusalemme”.

Il complesso degli edifici, una cinquantina, è stato costruito nel corso di un paio di secoli. Ogni cappella rappresenta, con affreschi (circa 4.000 figure) e con gruppi di statue (circa 400), scene della vita di Gesù e di Maria.
Fra gli artisti più importanti che hanno lavorato a Varallo c’è Gaudenzio Ferrari, che collaborò con il fondatore ad avviare il S. Monte: sua è la grandiosa cappella della Crocifissione.

Il S. Monte di Varallo, per la bellezza del luogo e per le sue testimonianze di fede e di arte, costituisce un monumento unico nel suo genere.

Per info e prenotazione visite guidate: 0163 51 131 – Cell. 348 24 44 716

Chiesa Parrocchiale dell’Assunta a Ferrate

La Chiesa dell’Assunta o Madonna delle Ferrate, affiancata da un campanile, sorge nella frazione di Ferrate del comune di Alto Sermenza. Un piccolo dipinto della Vergine, custodito nella chiesa dietro un’inferriata, sarebbe stato protagonista di un miracolo, da cui il nome di Madonna delle Ferrate.

La leggenda narra che un giorno il quadretto venne ritrovato nell’area in piano sottostante alla cappella, venne ricollocato al suo posto ma, anche nei giorni seguenti, il quadretto riapparve fuori dalla sua collocazione, anche dopo che la cappellina venne dotata di inferriata. I frati suggerirono che l’icona stesse mandando un chiaro segno della predilezione della Vergine verso una sistemazione nel piano: per questo si decise di erigere il primo nucleo della chiesa dove oggi la si può osservare.

All’interno spiccano le decorazioni seicentesche ad affresco, raffiguranti santi, e l’ancona posizionata sull’altare maggiore, nella quale si notano due dipinti con le immagini di San Giovanni Battista e San Giacomo, di scuola gaudenziana, oltre alla Vergine con il Bambino in braccio al centro. Nel 1690 i documenti citano l’ancona lignea scolpita e dorata dove trovano posto, a partire dal basso: le sculture della Vergine Assunta in una nicchia, San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, una Natività dipinta posizionata al di sopra e, ai lati, l’Annunciazione, la scultura della Vergine sotto un baldacchino e, sulle colonne laterali, San Giuseppe e Sant’Agata. L’autore di questa preziosa esecuzione resta ignoto ma gli studiosi tendono ad assimilarla, per lo stile, allo scultore dell’ancona centrale nella chiesa parrocchiale di Rossa.

Nella chiesa si trovano anche altre suppellettili lignee di pregio oltre ad una Via Crucis (risalente al 1943 in sostituzione della precedente settecentesca), alla cantoria con l’organo ottocenteschi.

Santuario della Madonna delle Grazie a Rima

Detto anche Santuario della Beata Vergine delle Grazie, il santuario sorge all’entrata del paese di Rima, località del nuovo comune di Alto Sermenza.

L’edificio sacro fu edificato tra l’anno 1400 e l’anno 1481; in origine la cappella era molto piccola e dotata di un altare in muratura.

Nel corso del 600 la primitiva cappella venne ampliata con l’aggiunta del portico, l’innalzamento di una navata coperta con volta e iniziò a divenire cara alla devozione popolare per il fatto di conservare una bella scultura lignea della Vergine, risalente al 400.

Nel 1688 venne costruito il nuovo coro distruggendo l’antica cappella. Di essa sopravvisse solamente un lacerto della campagna ad affresco che era stata eseguita dalla bottega dei De Campo entro il 1481. Il piccolo affresco superstite rappresenta l’Incoronazione della Vergine.

Nel 1742 vennero aggiunti, sul fianco destro del coro, la cappella della Vergine Addolorata, la
sacrestia e l’ossario.

Oggetto del culto era una statua lignea dipinta, raffigurante la Madonna con Bambino e angeli del XVII secolo purtroppo rubata.

La cappella della Vergine Addolorata venne affrescata negli anni ’70 del Settecento da Lorenzo Peracino di Cellio: sull’altare eseguì la Deposizione dalla croce; nella volta, dipinse la Gloria degli angeli con gli strumenti della Passione; nei pennacchi della volta, infine, le immagini dei quattro Evangelisti. Notevole il coro ligneo intarsiato.

All’interno del Santuario sono presenti gli affreschi di Luca de Campis del secolo XV e di Antonio d’Enrico del secolo XVII e una reliquia di San Benigno di Digione.

Attualmente il santuario è un complesso cultuale che comprende, oltre all’oratorio, l’abitazione del
cappellano, il campanile e la foresteria.

La chiesa è visitabile solo il 15 di agosto, in occasione della processione dedicata alla Festa dell’Assunta.

A Ferragosto, infatti, si svolge un’intensa cerimonia religiosa di origine antica e i fedeli della comunità di Rima, che partecipano al rito, indossano i tradizionali costumi Walser.

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